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COME NASCE AS FILM FESTIVAL?

 

As Film Festival in sintesi

AsFF è il primo festival di cinema ed arti visive realizzato con la partecipazione attiva di persone che si riconoscono nella condizione autistica. Nato come follow-up di un programma in più fasi avviato dall'associazione Not Equal a partire dal 2008 e fondato sull'uso del cinema come strumento di aggregazione ed inclusione sociale, AsFF è un progetto unico nel suo genere: non un festival sull'autismo, ma un festival di cinema vero e proprio, fatto anche da persone autistiche. Ecco perchè, come recita il claim, è un festival uguale agli altri, però diverso.

Fin dalla sua prima edizione (2013), AsFF ha raccolto il consenso di operatori culturali ed enti istituzionali: l'Agenzia Nazionale per i Giovani ha sostenuto la prima edizione del progetto nell'ambito del Programma Europeo Gioventù in Azione; la Fondazione MAXXI ha collaborato fin dall'inizio mettendo disposizione del progetto la prestigiosa location dell'auditorium del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo. Il Dipartimento educazione MAXXI ha collaborato attivamente alla promozione del progetto sul territorio. Indispensabile infine l'apporto di tante realtà del terzo settore, dall'associazione nazionale Gruppo Asperger Onlus, che raccoglie le famiglie di persone con sindrome di Asperger, all'associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino che cura la vetrina Cinemautismo, ai media partner come l'Istituto Europeo di Design - IED.

Tantissimi i quotidiani nazionali, i settimanali e i mensili (Repubblica, Corriere della Sera, Ciak, Gioia, Sette, Il Venerdì, Il Mattino di Padova...) e i programmi tv locali e nazionali (Pane quotidiano di Concita Di Gregorio, Tg3 Lazio, Tg3 settimanale con un servizio di 8 minuti) che hanno parlato del festival. Senza contare il web, da Huffington post al Manifesto, da Libero al Corriere.it, dal portale della Regione Lazio a quello del Mibact e della Siae.

 

Dal cineclub dei ragazzi asperger al documentario "lo sguardo degli Aspie"

Per una persona con Sindrome di Asperger (una condizione autistica ad Alto Funzionamento)  inizia con l’adolescenza un difficile periodo di consapevolezza delle proprie incapacità sociali e della propria diversità; il tempo libero rischia di diventare un “tempo vuoto”, proprio nel periodo in cui il giovane sente l’urgenza di confrontare se stesso, le proprie capacità e aspirazioni, i problemi con il mondo esterno. Quelle che per i più sono dinamiche naturali, processi automatici, (incontrarsi con coetanei, scambiare opinioni su interessi comuni, impegnarsi in progetti di gruppo, provare empatia, immedesimarsi nell’altro, instaurare relazioni non solo strumentali), per un giovane con SA risultano spesso fatti già difficili solo da capire e, se compresi, difficili da mettere in atto. C’è bisogno di un forte allenamento, di pratica costante, di iniziative volte a stimolare questo esercizio e a riempire in maniera costruttiva quel “tempo vuoto”.

E' partendo da queste premesse che nel 2008 Gruppo Asperger onlus, un’associazione che si occupa di supportare le famiglie e le persone con Sindrome di Asperger e di promuoverne la conoscenza presso l’opinione pubblica e gli specialisti, in collaborazione con Giuseppe Cacace (associazione Not-Equal), ha avviato una serie di attività culturali finalizzate a stimolare la socializzazione dei soci più giovani. Si trattava di ragazzi che fino a quel momento, pur frequentando la scuola, non avevano stretto amicizie e non avevano mai partecipato ad attività di gruppo. L'idea era quella di servirsi del cinema come elemento propulsore allo scopo di dare vita ad un ambiente protetto, allontanare gradualmente i ragazzi dai genitori e favorire la comunicazione tra coetanei. Nel giro di pochissimo tempo, e contro ogni aspettativa, il progetto ha dato i suoi frutti: i ragazzi hanno cominciato a uscire dal loro isolamento, a socializzare, a raccontarsi o, per citare le parole di uno di loro, a vivere. Nel giro di qualche mese, qualcuno ha manifestato il desiderio di partecipare alla selezione dei film e dei temi da affrontare, altri hanno mostrato interesse per l'aspetto tecnico delle proiezioni, altri hanno deciso di occuparsi dell' accoglienza e del tesseramento dei nuovi soci. Ecco che, nel 2010, quattro ragazzi, tutti sui vent'anni, sono stati stimolati a partecipare attivamente all’organizzazione delle proiezioni. L’idea di un’autogestione delle attività è sembrata la logica evoluzione del loro percorso. Il progetto, reso possibile grazie al sostegno del Programma Comunitario Gioventù in Azione, è stato denominato The Aspie Sight - Lo sguardo degli Aspie, a voler sottolineare che, per la prima volta, tutte le decisioni, sia sul piano organizzativo che su quello artistico sarebbero state prese dai ragazzi, senza mediazione da parte di genitori o di psicologi che in passato avevano svolto un ruolo di supporto importante. 

Il progetto The Aspie Sight si è ufficialmente concluso con la fine di luglio 2011. All'inizio del 2012, è stato ultimato il documentario realizzato per testimoniare l'esperienza di questa autogestione, e per il gruppo di lavoro si aperto uno scenario completamente nuovo ed entusiasmante: la partecipazione ad alcuni festival cinematografici. A fine marzo, in occasione della Giornata mondiale dell'Autismo, il documentario è stato proiettato nell'ambito della rassegna Cinemautismo, organizzato dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) di Torino e uno dei ragazzi del gruppo, Marco, è stato invitato a partecipare al festival. Marco ha potuto conversare con altri ragazzi autori di cortometraggi, ha rilasciato interviste ed ha partecipato ad un incontro durante il quale, per quasi un’ ora, ha risposto alle domande del pubblico con grande capacità e professionalità. Ma soprattutto Marco ha avuto la possibilità di guardare dietro le quinte di un festival.

Da qui l'idea per un nuovo progetto, affine al precedente ma decisamente più complesso ed ambizioso: dare vita ad un festival di cinema indipendente a tematica sociale, il primo, per quanto ne sappiamo, gestito direttamente da persone con Sindrome di Asperger. 

 

PER APPROFONDIRE IL PROGETTO

 

LO SGUARDO DEGLI ASPIE a cura di Giuseppe Cacace. Accaparlante marzo 2012 (Ed. Erickson)

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO Storia dei primi due anni di vita di un cineclub particolare di Adina Adami. Accaparlante giugno 2011 (Ed. Erickson)

CINEMAUTISMO il sito della rassegna curata dall'associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino giunta alla sua 5a edizione.

THE ASPIE SIGHT - LO SGUARDO DEGLI ASPIE il documentario che racconta il progetto di autogestione di un cineclub da parte di quattro ragazzi con sindrome di asperger